Legge 1083/1971 - Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile.

Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile.

Nella Gazzetta ufficiale del 26 marzo scorso è stato pubblicato il Decreto legislativo 21 febbraio 2019, n. 23 "Attuazione della delega di cui all'articolo 7, commi 1 e 3, della legge 25 ottobre 2017, n. 163, per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE." che entrerà in vigore il prossimo 10 aprile 2019.

Il decreto che aggiorna la legge 6 dicembre 1971, n. 1083 “Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile” opera diverse modifiche tra cui segnaliamo il chiarimento che “si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica anche i materiali, le installazioni e gli impianti realizzati in conformità alle specifiche tecniche di una organizzazione di normazione europea o di un organismo di normazione di uno degli altri Stati membri”.

Aggiorna l’articolo 4 sulla Vigilanza che è demandata al Ministero dello sviluppo economico.    
Si aggiunge una specifica per gli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e per i relativi accessori, su cui vigila il MISE e il Ministero dell'interno, coordinando i propri servizi nell'ambito delle specifiche competenze ed avvalendosi, rispettivamente, delle Camere di commercio e degli uffici periferici competenti, nonché', per gli accertamenti di carattere tecnico, anche di altri uffici tecnici dello Stato ovvero di organismi e laboratori accreditati in conformità al regolamento (CE) 765/2008.

Chiarisce che i controlli alle frontiere esterne sono svolte dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Vi è poi una riscrittura completa della disciplina sanzionatoria (rif. art. 5 L. 1083/1971) che nei fatti contiene una depenalizzazione dei reati precedentemente commessi poiché all’art. 3 del d. Lgs. 23/2019 è disciplinato che "Le disposizioni del presente decreto che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.". [Si ricorda che la precedente norma prevedeva per i trasgressori l'ammenda da lire 100 mila a lire 2 milioni o con l'arresto fino a due anni.]

Ora le sanzioni sono meglio specificate e comportano:

  • Per il fabbricante, l'importatore o il distributore che immette sul mercato un apparecchio non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I del regolamento (UE) 2016/426, una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a quarantacinquemila euro.
  • Per il fabbricante, l'importatore o il mandatario che immette sul mercato un apparecchio con una o più non conformità formali di cui all'articolo 40 del regolamento (UE) 2016/426, fermo restando l'obbligo di porre fine a tale stato di non conformità, una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a trentamila euro.
  • Per il distributore che mette a disposizione sul mercato un apparecchio che brucia carburanti gassosi o un accessorio di tale apparecchio in violazione degli obblighi posti a suo carico dall'articolo 10 del regolamento (UE) 2016/426 una sanzione amministrativa pecuniaria da duemilacinquecento euro a quindicimila euro.
  • Per l'operatore economico che non osserva i provvedimenti delle autorità competenti, ai sensi dell'articolo 37 del regolamento (UE) 2016/426, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da ventimila euro a cinquantamila euro.