MILANO RHO, 15 - 1 7 NOVEMBRE: Smart Building Expo 
MILANO RHO, 16 NOVEMBRE: ore 11:00 CD congiunto Antennisti ed Elettricisti - MILANO RHO, 16 NOVEMBRE: ore 14:00 Convegno “Che cosa comporta oggi la realizzazione di un impianto a regola d’arte?” (Rel. Prof. Avv. Oddo)

Ultimi aggiornamenti su modifiche art. 15 Dlgs. 28/2011

C’era anche una nutrita delegazione di installatori della Confartigianato Imprese Veneto capeggiata dal presidente regionale, il vicentino Maurizio Pellegrin, il 15 maggio alla conferenza stampa indetta da Confartigianato (assieme alle altre organizzazioni artigiane) in Piazza Montecitorio a Roma per chiedere con forza al Governo ed al Parlamento una modifica dell’art. 15 Dlgs. 28/2011 per garantire a tutti gli installatori abilitati la possibilità di continuare a svolgere la loro attività nel settore delle energie rinnovabili. Una protesa a cui seguirà, 16 maggio, l’invio da parte delle migliaia di soci di una Lettera Aperta indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico. “Dal prossimo primo agosto –spiega Pelleginun nuovo fardello amministrativo colpirà le imprese del settore dell’installazione. Partirà infatti il sistema di qualifiche professionali per le attività di installazione di impianti “per la produzione di elettricità o calore alimentati da fonte rinnovabili di caldaie, caminetti, stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e pompe di calore” introdotte dal Decreto Romani (art. 15 D.lgs. 28/2011). Per poterli installare si dovrà seguire un corso di 90 ore secondo lo standard che la Conferenza delle Regioni ha stabilito e che disciplina l’attività formativa obbligatoria. Al percorso formativo però potrà accedere solo chi è in possesso di un titolo di formazione professionale, inoltre, un parere del Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che coloro che hanno il titolo di studio di terza media non potranno più installare impianti a fonti rinnovabili”.

“Una assurdità –prosegue Pellegrin- che sbatte fuori dal mercato, solo in Veneto, circa 8.000 delle 12.000 imprese artigiane del settore e mette a rischio quasi 20.000 posti di lavoro. Un paradosso, soprattutto in questo momento di crisi. Nel fotovoltaico ad esempio, le nostre imprese hanno garantito, nonostante la diminuzione degli incentivi pubblici, un +27% di potenza installata e un + 43% di impianti nel 2012 che porta la nostra regione ai vertici nazionali con ben 64.561 impianti in esercizio, per un totale di oltre 1.474.771 kW.

“Dal Veneto domani –conclude Pellegin- inonderemo le caselle postali del Ministero dello Sviluppo Economico di lettere aperte nella speranza che il padovano neo Ministro Flavio Zanonato accolga le nostre richieste di modifica del provvedimento”.